Il meta-mondo della moda

Il metaverso, quale mondo virtuale immersivo, negli ultimi anni è andato oltre la ‘semplice’ finalità creativa sfruttando il suo potere rivoluzionario a favore delle strategie aziendali. A questa chiamata ha risposto, tra gli altri, anche il mondo della moda che ha integrato la nuova realtà nel proprio business, facendola diventare un canale di comunicazione e interazione con i consumatori.

Il primo contatto tra le due realtà è avvenuto grazie al mondo del gaming, che ha coinvolto in questa nuova esperienza la moda e il fashion luxury tramite piattaforme di gioco: è nato così il digital clothing, dedicato agli indumenti e allo stile degli avatar dei videogame, come ha sviluppato ad esempio Balenciaga in collaborazione con il metaverso di Fortnite.

Balenciaga x Fortnite. Fruitlab, (2021).

La moda virtuale non è però rimasta confinata nell’armadio dei personaggi avatar e ha iniziato a vestire anche tutti noi, nelle riunioni Zoom o nelle foto da postare sui social. Sono state moltissime le case di moda ad utilizzare questo servizio e a presentare le loro collezioni virtuali NFT (non fungible token), il marchio Dolce & Gabbana con la collezione Genesi ne è stato un esempio.

auro.boros post Instagram (2022)

Se tutto ciò non bastasse, nel 2022 si è svolta la prima Metaverse Fashion Week, seguita l’anno scorso dalla II edizione della settimana della meta-moda. Anche nel 2023 è stata la piattaforma Decentraland ad ospitare l’evento che ha presentato oltre 165mila abiti digitali realizzati dalle case di moda, seguendo il tema “Future Heritage”, un invito a fondere le ispirazioni dei classici fashion designer con quelle della nuova generazione. Tra le firme della haute couture presenti, che si sono impegnate a presentare ogni giorno nuovi capi di abbigliamento digitale: i sopracitati Dolce & Gabbana, Tommy Hilfiger, Diesel e Gucci.

Moda e metaverso, due mondi in continua evoluzione che sembra abbiano trovato una strategia vincente per il mercato, secondo Morgan Stanley il valore potenziale di questo universo, in 10 anni, rappresenterà il 10% dei ricavi delle aziende di lusso…non ci resta che stare a vedere!