Food e digitale, se il metaverso esalta l’esperienza culinaria

Sapori e realtà virtuale: fantascienza o nuova frontiera?

Chissà se prima o poi arriveremo a sentire anche odori e sapori nella realtà virtuale. Chissà se riusciremo a percepire la sofficità del pane nel metaverso, chissà se alle nostre papille gustative arriverà mai la percezione o la suggestione di un piatto di pasta che esiste solo nella realtà aumentata. Chissà.

Ciò che è certo è che già oggi ci sono aziende dell’agroalimentare che hanno visto nella tecnologia della virtual reality un’occasione per offrire ai consumatore un’esperienza nuova del cibo.

Gli shop del metaverso sembrano quasi dei musei del cibo, il consumatore in molti casi assiste “in prima persona” ai processi di produzione, alla scelta delle materie prime, alla realizzazione del piatto.  Un modo per intensificare la specificità degli alimenti, elevandone – se possibile – il rango da nutrimento per il corpo a oggetto da ammirare ed esplorare prima che da assaggiare. Dopotutto si sa, un piatto si mangia due volte, la prima con gli occhi, la seconda con la bocca.

Che l’esperienza estetica sia in grado di influenzare quella sensoriale non è un concetto nuovo, e lo sanno bene quei brand che, intuendone le potenzialità, hanno deciso di proporre la loro arte culinaria nel virtuale e il metaverso l’esperienza visiva del food è amplificata, portata all’estremo.

Tra questi il brand Iginio Massari Alta Pasticceria che ha lanciato l’Experience Store,  un progetto che porterà alla creazione di vari corner all’interno delle Gallerie Iginio Massari in tutta Italia dove i clienti, all’interno di ville virtuali, potranno personalizzare le proprie torte di compleanno o di matrimonio.  “Un servizio tecnologico che potrà supportare ancora di più il cliente per la sua esperienza di acquisto, senza comunque sostituire il necessario contatto umano. Partiamo da un segmento, quello delle torte da evento, che è senz’altro il più sartoriale della nostra vasta offerta di prodotti”, ha spiegato il mastro pasticcere.

La proposta di Massari coglie perfettamente l’evoluzione e l’importanza che negli ultimi anni ha acquisito lo storytelling per l’esperienza enogastronomica che si è arricchita di suoni, ricordi, memorie. Il cibo è comunicazione, intorno al cibo si è creato un interesse che ne esalta in particolare la componente visual. Pensiamo al fenomeno del food porn, termine meno recente di qual che si possa pensare, introdotto ovvero nel 1985 e che indica la pratica di chi fotografa il cibo e ne condivide l’immagine sui social network, originariamente – quando i social non c’erano – con food porn ci si riferiva all’ “ossessione” per l’impiattamento, per i colori del piatto, aspetti verso i quali la cura è sempre più ossessiva e che esaltano la componente visiva e sensoriale del cibo.

Scardinata la rigidità della corporeità, che il digitale ha ridotto in bite, l’avvento del cibo nel metaverso non è nulla di sorprendente. Era questione di tempo prima che l’elemento più fotografato e più seducente, il food (in ogni sua declinazione), approdasse nella realtà virtuale. Massari non è il solo ad aver accelerato sull’innovazione del settore, prima di lui anche Coca Cola, l’Antica Pizzeria da Michele Aversa mentre Crurated, sito specializzato nella vendita e nello stoccaggio del fine wine, sta per lanciare un metaverso riservato agli amanti del vino che potranno passeggiare tra le cantine dei propri vitigni preferiti.